Il cornetto vegano continua a crescere fuori casa e sembra aver trovato una strada chiara per distinguersi sul mercato. Nel primo trimestre del 2026 le consumazioni hanno sfiorato i 20 milioni, pari al 4% di tutto il food dolce, con un incremento del 7% rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo i dati elaborati da TradeLab. Numeri che assumono un peso ancora maggiore considerando che lo stesso mercato complessivo del food dolce risulta in calo del 4,2%, con la categoria che comprende brioche, cornetti, altri lievitati e sfoglie in flessione del 3,2%.
La dinamica racconta una tendenza precisa: la proposta vegetale non interessa ormai soltanto chi sceglie un’alimentazione vegana, ma attrae anche una fascia più ampia di consumatori alla ricerca di novità e alternative.
Il World Vegan Day del 1° novembre è diventato anche un'occasione per Vandemoortele di promuovere il brand Lizzi, il marchio dedicato esclusivamente alla cornetteria vegana, con un'offerta rivolta al Food Service. Alla base c'è l'idea che il punto di forza del prodotto non sia necessariamente il posizionamento vegano in sé, ma la capacità di proporre ricette con una propria identità.
Una ricerca qualitativa condotta da CBA Italy per Lizzi mostra come l’etichetta vegana possa, in alcuni casi, limitare l’attrattiva per chi non segue un’alimentazione vegetale. Per questo gusto, curiosità e abbinamenti insoliti diventano fattori chiave per attrarre nuovi consumatori. Il cornetto vegano, in altre parole, non punta più a essere la semplice alternativa a quello tradizionale, ma un prodotto con una propria personalità.
Il percorso comincia dall’aspetto visivo. Secondo la ricerca, infatti, il primo elemento che spinge a provare una brioche è il colore dell’impasto, seguito da ingredienti riconoscibili e dalla capacità del prodotto di attirare l’attenzione già in vetrina. La differenza rispetto al cornetto tradizionale, quindi, parte dalla ricetta ma arriva fino alla percezione del consumatore davanti al bancone.
L’offerta Lizzi per il Food Service ha lavorato soprattutto su farciture e preparazione degli impasti. Il metodo utilizzato prevede l’impiego di un lievito madre di quasi cento anni, con almeno 24 ore di riposo prima della lavorazione, mantenendo la lievitazione naturale anche nelle ricette vegane. Negli impasti vengono inseriti ingredienti come frutta, erbe officinali, cereali, semi e farine diverse, con proposte che includono polpa di papaya, camomilla, ortica e açaí.
Le farciture puntano invece su combinazioni particolari: mango, lime e pepe rosa oppure mirtillo rosso e ginepro, affiancati da ingredienti come limone di Sicilia e crema aromatizzata allo yuzu. L’obiettivo è costruire prodotti con un’identità riconoscibile, in cui lavorazione, ingredienti e accostamenti concorrono a distinguere la proposta.